Il
Mimo
è l’arte di
esprimersi con il corpo servendosi di una tecnica
specifica e stilizzata. Esistono vari stili di Mimo:
dalle danze rituali, agli elementi di danza
orientale, alla commedia dell’ Arte, alla
recitazione muta fino alla tecnica francese moderna
creata e sviluppata da Etienne Decroux all’ inizio
del XX secolo. Il lavoro di Decroux ha le sue basi
nella danza, è lavorando con ballerini e danzatori
che mette a punto la sua tecnica ma da questa il suo
lavoro si discosta subito, principalmente per due
ragioni: primo, mentre la danza è decorativa e
tecnicamente e coreograficamente ripetitiva per
ragioni estetiche, il Mimo è un’ arte essenziale che
deve risultare creativa sfruttando il minimo dei
movimenti, utilizzando lo stretto necessario.
Secondo, lo stile del Mimo è strettamente legato
alle leggi terrene con le quali sembra essere in
conflitto, in paragone la danza è più libera e
leggera: il ballerino con i suoi salti sfida le
leggi gravitazionali, il Mimo è tragicamente
vincolato ad esse.
Per questi motivi lo studio del Mimo è importante
per un attore: non solo insegna la consapevolezza
del proprio corpo nello spazio e quindi il sapersi
relazionare con gli altri su un palcoscenico ma
anche a saper esprimere le emozioni con il corpo e
imparare a stilizzarle in espressioni universalmente
comprensibili e fruibili.
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Le lezioni
All’ inizio di ogni lezione c’è sempre una fase di
riscaldamento e allungamento con esercizi sia di
rinforzo muscolare (le tecniche di Mimo richiedono
una disciplina ferrea ed un corpo ben allenato) che
di rilassamento (la rigidità muscolare e posturale,
nel Mimo come nella danza, inibisce l’ espressività).
In questa fase utilizzo anche esercizi derivanti
dalle arti marziali ed in particolare dallo studio
degli animali del Kung fu Shaolin e del Tai Chi (queste
hanno diverse affinità con il Mimo, sia nella
tecnica che nella capacità d’ imitazione della
natura che ci circonda).
Nella fase successiva si passa ad esercizi da fare in coppia e in gruppo, dove ci si muove in uno spazio ben definito in relazione e reazione ai movimenti degli altri, imparando a respirare all’ unisono, agendo e reagendo come se tutti facessero parte di una cosa sola, unica e indivisibile.
Nella terza fase si comincia con l’affrontare le tecniche di base del Mimo:
La posa rigida
Il rallentatore
Lo staccato
Queste sono tecniche
che andrebbero ripetute ad ogni lezione, perché solo
con l’ esercizio e con la ripetizione si può
prendere confidenza con esse.
A secondo della capacità di apprendimento si passa
gradualmente ad affrontare le seguenti tecniche:
Neutralità
Posizione dello zero assoluto
Isolamenti: rotazioni, inclinazioni, translazioni
Ritmo: scatto, scatto-eco, partenze ed arresti
magici, causa ed effetto
Mani fisse nello spazio
Tensione e
rilassamento
Contrappeso rientrato e in soccorso
Tirare ed essere trascinati
Riflettere i ritmi del corpo
La camminata e la corsa: flessioni (pliès) a metà e
profonde, posizioni (prima, seconda, quarta), la
spazzola, camminata di profilo, camminata inclinata,
corsa di profilo
Sentire e proiettare il caldo e il freddo
Stilizzare le azioni
Stilizzare le emozioni
La creazione di situazioni sceniche: il personaggio,
la storia, il conflitto
Alla fine di ogni lezione si possono fare esercizi di improvvisazione utilizzando le tecniche apprese.


